su Mark Fisher
«Ho cominciato a tenere un blog per cercare di tornare alla scrittura dopo l’esperienza traumatica del dottorato. Il lavoro del PhD ti spinge a credere di non poter dire la tua su nulla finché non hai letto tutto ciò che hanno scritto gli esperti sull’argomento. Il blog, al contrario, mi pareva uno spazio più informale, privo di quel genere di pressione. È stato un modo per ingannare me stesso e convincermi a tornare a scrivere seriamente. Sono riuscito a raggirarmi pensando: “È roba irrilevante, solo un post su un blog, non un articolo accademico”. Invece oggi mi sembra molto più importante scrivere su un blog che produrre paper accademici».
Mark Fisher, “They can be different in the future too”, intervista di R. Wilson, 2010
Note a margine
- Questo sito, nelle sue due versioni italiana e francese, prende spunto da questo pensiero di Mark Fisher. Link al blog di Mark Fisher: k-punkhttp://k-punk.org/.
- L’idea di fondo è simile a quella di Fisher. In questo senso: articoli di cultura e filosofia in italiano, journal in francese. Nel journal l’idea è quella di raccontare la quotidianità del mestiere dell’insegnante in Francia secondo tre prospettive: il filosofo, l’educatore e il funzionario. In maniera informale e senza pressione.
- Il dottorato per me non è stata un’esperienza traumatica, ma comprendo ciò che Fisher vuole dire sulla necessità di essere esperto sull’argomento. Ciò non significa che in un blog si abbia il diritto di dare spazio ad opinioni infondate. Anche in un blog si può scrivere seriamente. O meglio, si deve.
- Sugli articoli accademici: sia monito quanto scritto da Schopenhauer sul parassitismo e da Colli sulla nota.
- Intervista originale in inglese): They Can Be Different in the Future Too: Mark Fisher interviewed – Verso (versobooks.com).
- Citazione originale:
«I started blogging as a way of getting back into writing after the traumatic experience of doing a PhD. PhD work bullies one into the idea that you can’t say anything about any subject until you’ve read every possible authority on it. But blogging seemed a more informal space, without that kind of pressure. Blogging was a way of tricking myself back into doing serious writing. I was able to con myself, thinking, “it doesn’t matter, it’s only a blog post, it’s not an academic paper”. But now I take the blog rather more seriously than writing academic papers».
They Can Be Different in the Future Too: Mark Fisher interviewed – Verso