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f|n

Così cantò Zarathustra. Ma quando la danza ebbe termine e le fanciulle se ne furono andate, diventò triste.
«Il sole è sotto da un pezzo, disse infine; il prato è umido, dalle foreste viene il freddo. Qualcosa di ignoto mi avvolge e guarda pensoso a me. Come! Tu vivi ancora, Zarathustra? Perché? Per chi? Con che? A che? Dove? Come?
Non è follia, vivere ancora? Ahimè, amici, è la sera che mi mette in bocca queste domande. Perdonatemi la mia tristezza! Si è fatta sera: perdonatemi che si sia fatta sera!»

Friedrich Nietzsche, Così parlo Zarathustra

a|c

[…] sempre, in mezzo ai siciliani, era costretto a stare in tensione per scoprire il non detto, il rimando, il sottinteso che era il vero discorso da capire, mentre quello che appariva come l'esplicito discorso principale non era che copertura, fumo negli occhi.

Andrea Camilleri, Un filo di fumo

l|p

E allora, di nuovo, domando e dico che conforto e che consolazione ci può venire da questa speciosa grandezza, se non debba aver altra conseguenza che quella di saperci qua condannati alla disperazione di veder grandi le cose piccole (tutte le cose nostre, qua, della terra) e piccole le grandi, come sarebbero le stelle del cielo. E non varrà meglio allora per ogni sciagura che ci occorra, per ogni pubblica o privata calamità, guardare in su e pensare che dalle stelle la terra, signori miei, ma neanche si suppone che ci sia, e che alla fin fine tutto è dunque come niente?

Luigi Pirandello, Rimedio: la geografia

a|c

La vita è un supporto, non una ragione, la vita è necessaria, ma non è sufficiente: questa è la lezione che ci viene dai morti.

Albert Caraco, Post Mortem

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Un filosofo : un uomo, cioè, che costantemente vive, vede, ascolta, sospetta, spera, sogna cose fuori dall'ordinario; che viene còlto dai suoi stessi pensieri quasi dal di fuori, dall'alto e dal basso, come da quel genere di avvenimenti et di fulmini che è suo proprio; e forse è egli stesso una procella che si avanza gravida di nuovi fulmini; un uomo fatale, intorno al quale c'è sempre un brontolio e un rovinio, qualcosa che si cretta e sinistramente accade. Un filosofo: ahimè, un essere che spesso sfugge a se stesso, spesso ha timore di sé – tuttavia è troppo curioso per non «tornare» sempre di nuovo «a sé»…

Friedrich Nietzsche, Al di là del bene e del male, § 292

g|s

Il saggio non concederà a nessuno il perdono, poiché chi perdona pensa che il colpevole non abbia agito responsabilmente, mentre la fonte di ogni fallo è la malvagità stessa. È giusto pertanto non perdonare il colpevole.

Giovanni Stobeo, ᾿Εκλογαί

f|p

Un giorno quando il tempo sarà cessato,
le nostre vite s'incontreranno ancora, libere da Luoghi e Nomi.
Non resterà altro di ciascuno di noi che potrà
sembrare naturale in quel giorno.

Fernando Pessoa, In un paese d'estate

f|n

Una sola cosa è necessaria. «Dare uno stile» al proprio carattere: è un'arte grande e rara. L'esercita colui che abbraccia con lo sguardo tutto quanto offre la sua natura in fatto di energie e debolezze, e che inserisce quindi tutto questo in un piano artistico, finché ogni cosa non appare come arte e ragione, e perfino la debolezza incanta l'occhio.

Friedrich Nietzsche, La gaia scienza, § 290

a|s

La vera e profonda pace del cuore e la perfetta tranquillità d'animo, che costituiscono subito dopo la salute il più grande bene terreno, si troveranno quindi soltanto nella solitudine, e come stato d'animo duraturo solo nel più profondo isolamento. Se in tal caso la propria individualità è grande e ricca, si godrà dello stato più felice che possa venir ritrovato su questa povera terra.

Arthur Schopenhauer, Aforismi sulla saggezza della vita

a|s

L'uomo rozzo non ha il senso delle verità universali, il genio invece trascura e non vede l'individuale: il doversi occupare per forza di ciò che è individuale in quanto tale, cosa che costituisce il contenuto della vita pratica, è per lui gravosa corvée.

Arthur Schopenhauer, Sulla filosofia e il suo metodo

g|c

Come si diventa un filosofo. «Scegliere per tempo i propri maestri (il fiuto dev’essere innato) — purché siano pochi. Stringerli, spremerli, sviscerarli, tormentarli, sminuzzarli e rimetterli assieme, senza subire la lusinga della polimatia. Minatore fedele alla sua caverna : è la faccia oscura del filosofo. Schopenhauer ha conosciuto questa ricetta : Nietzsche no, ma ha saputo scavare Schopenhauer».

Giorgio Colli, Dopo Nietzsche

g|c

Senonché, quanto si scrive qualcosa, si intende evidentemente di influire in qualche modo sulle idee dei nostri contemporanei, anche nel casi che sin dall'inizio si nutrano dei dubbi sulla loro intelligenza - altrimenti tanto varrebbe tenere nella propria testa quanto si pensa.

Giorgio Colli, Nietzsche e la «Geburt»

  • Giorgio Colli
    Studi

    Giorgio Colli in tre aneddoti

    18 Dicembre 2022 /
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