Sull’animalità dionisiaca, o dell’umano
A proposito dell’articolo « Dionysos, archétype métaphysique de la hiérarchie entre l’homme et l’animal », apparso in Alkemie. Revue semestrielle de littérature et philosophie. Una riflessione sul confine tra l’uomo e l’animale, da Dioniso a Giorgio Colli. Il testo integrale dell’articolo è disponibile online.
La tradizione filosofica occidentale ha fatto della ragione il criterio distintivo dell’umano, il confine netto che lo separa dall’animale. In posizione controcorrente rispetto a questa tradizione dominante, una linea minore del pensiero propone un altro paradigma: la differenza non è di natura, bensì di grado. Questo gradualismo, Schopenhauer lo ha fondato sulla metafisica della volontà; Nietzsche lo ha prolungato nella sfera delle vicende umane a partire dal concetto di dionisiaco; Colli, infine, in due aforismi di Dopo Nietzsche, lo radicalizza risalendo fino alla questione stessa dell’animalità originaria.
La ragione umana non rappresenta una rottura con l’animalità, ne costituisce piuttosto il compimento. Non è la ragione a fondare la superiorità dell’uomo sull’animale, ma una maggiore intensità di vita, ossia una capacità di cogliere immediatamente e interiormente ciò che si trova nel fondo delle cose. La gerarchia è dunque quantitativa, misurata secondo l’intensità vitale e non qualitativa: essa si fonda sulla vita, non sulla ragione. Per pensare fino in fondo questa prospettiva, Colli risale fino a Dioniso, come e più di Nietzsche.
Divinità teriantropica, insieme uomo e animale, crudele e ludica, Dioniso è l’archetipo metafisico della continuità tra l’umano e l’animale. Attraverso il prisma di una visione dionisiaca del mondo e di una metafisica della volontà intesa come fondo comune della vita, si delinea una prospettiva nella quale la physis prevale sulla ragione e nella quale ripensare la gerarchia tra umano e animale diventa una questione tanto metafisica quanto etica.
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Alfio Nazareno Rizzo, « Dionysos, archétype métaphysique de la hiérarchie entre l’homme et l’animal. Giorgio Colli lecteur de Schopenhauer », Alkemie Revue semestrielle de littérature et philosophique, 2023 – 2, n. 32, p. 69-82 [classiques-garnier.fr/alkemie-2023-2 ! pdf].


