La giustizia come desiderio
A proposito dell’articolo Erminio Juvalta, precursore della morale sperimentale, apparso su « Le Philosophoire ». Un contributo alla riscoperta di un filosofo italiano ingiustamente dimenticato, precursore discreto della filosofia morale sperimentale contemporanea. Il testo integrale dell’articolo è disponibile online.
Erminio Juvalta (1863–1934) è una figura poco conosciuta che ha esercitato la professione di filosofo soprattutto in ambito accademico. Formatosi alla filosofia kantiana e al positivismo, sviluppa una riflessione etica controcorrente rispetto al neoidealismo dominante di Croce e Gentile, proponendo una morale che rompe con ogni fondamento metafisico per radicarsi nell’esperienza concreta del soggetto e nell’esigenza di giustizia.
L’articolo muove da una constatazione: la profonda crisi della filosofia italiana a cavallo del XX secolo, che Juvalta diagnostica con lucidità e alla quale il suo pensiero intende rispondere. Tale diagnosi introduce il nucleo della sua riflessione morale: la rigorosa separazione tra morale e metafisica, tra giudizi di fatto e giudizi di valore, distinzione che la filosofia analitica contemporanea riscoprirà sotto il nome di «legge di Hume».
Da questa separazione deriva il suo metodo: assumendo dall’economia pura di Pantaleoni un postulato edonistico, Juvalta costruisce una scienza etica ipotetico-deduttiva nella quale la giustizia diviene il fine universalmente desiderabile, principio e orizzonte di ogni azione morale.
È precisamente questo percorso – dalla diagnosi storica al metodo, dal metodo all’edificio etico – a rivelare la reale portata del pensiero juvaltiano. Lungi dal prescrivere metafisicamente, esso osserva, giudica e regola i comportamenti umani a partire dal reale: in ciò Juvalta anticipa gli sviluppi della morale sperimentale contemporanea e, in una certa misura, la teoria della giustizia di John Rawls. Un pensiero rigoroso e sorprendentemente attuale.
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« Erminio Juvalta précurseur de la morale expérimentale », dans Le Philosophoire, 2022/1 (n. 57), p. 143-154, [https://doi.org/10.3917/phoir.057.0143.
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